Regione Campania

Rosaria Matarese. La complessità della visione

Dalla materia all’oggetto, al segno.
Data:

12/02/2026

Immagine: mostra
© sconosciuto - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

Sarà inaugurata sabato 21 febbraio, alle ore 18:30 la mostra “Rosaria Matarese. La complessità della visione. Dalla materia all’oggetto, al segno”. La mostra, a cura di Massimo Bignardi, già prevista per la fine del 2025, è dedicata a una delle protagoniste della scena artistica italiana capace, in particolare negli anni sessanta, di dialogare alla pari con gli artisti newyorkesi sul piano degli assemblage e su quello dell’accumulo, proprio della poetica dei novorealisti.

Un’esperienza quella di Rosaria Matarese, alla quale lo scorso anno ha ricevuto il Premio Internazionale Bugatti-Segantini alla carriera, viene qui tracciata con la sintesi di un percorso antologico, con opere realizzate tra i primi anni sessanta e il 2025.

 

«La mostra di Rosaria Matarese coincide con l’apertura di una nuova direzione artistica ed espositiva del Museo FRaC Baronissi, sotto la guida del direttore Pasquale Ruocco – sottolinea la Sindaca Anna Petta – Il Polo espositivo della Galleria dei Frati si contraddistingue, da sempre, per la sua capacità di saper individuare, intercettare e promuovere i linguaggi della contemporaneità. In linea con la visione strategica dell’Amministrazione, il Museo diventa centro propulsore vivo e dinamico, in un dialogo sempre più intenso con il territorio, non solo limitrofo e regionale, ma anche nazionale e internazionale. Un Museo che sappia coinvolgere le giovani generazioni, le scuole, attraverso la cultura che diventa veicolo di emancipazione sociale e di interpretazione del presente, con lo sguardo rivolto al futuro, con grande attenzione alla formazione e alla didattica. Uno spazio aperto, dialogante, connesso. Un laboratorio creativo e di sperimentazione di contemporaneità, capace di ospitare voci artistiche che non si limitano a rappresentare il reale, ma lo mettono in discussione. Rosaria Matarese, con la sua opera intensa e necessaria, è la testimonial ideale di questo nuovo corso: un'artista che ha saputo attraversare i decenni mantenendo una voce autonoma e riconoscibile. Quello della Matarese è infatti un lavoro che ci parla del presente con una lucidità senza concedere sconti: dalla violenza di genere alla brutalità della guerra, dai traumi della storia contemporanea alla mercificazione del corpo. Le sue opere non sono solo testimonianza estetica, ma strumenti di pensiero critico che interrogano le contraddizioni della nostra società». 

«Questa mostra – dichiara il neodirettore Pasquale Ruocco – rappresenta per me l'inizio di un nuovo percorso alla guida del FRaC Baronissi. Inaugurare con Rosaria Matarese significa ripartire da una delle voci più autentiche e potenti dell'arte italiana. Un'artista che ha attraversato decenni di ricerca senza mai cedere alle mode, mantenendo una straordinaria coerenza poetica. Rosaria Matarese ha ritrovato nell'oggetto non un semplice materiale operativo, ma un interlocutore polemico, ironico e spesso dissacrante: manichini, bambole, frammenti lignei, ferri arrugginiti – i cascami insomma di un mondo in rovina – diventano nelle sue mani dispositivi di denuncia sociale. Un progetto che, seppur previsto a chiusura dell’anno appena passato, fa da prologo a quello che sarà il proseguio delle attività del FRaC: l’attenzione per quelle che sono state le vicende delle neoavanguardie in Campania, nel tentativo di riallaciarne i fili con il contesto nazionale; la riflessione sulle principali espressioni della scultura napoletana e l’attenzione all’esperienza dei giovani artisti con l’obiettivo di valorizzarne il lavoro i itinere. Ringrazio il professor Bignardi per l’importante eredità che lascia e per aver reso possibile questo progetto, che segna idealmente il passaggio di testimone e l'apertura di una nuova fase per il nostro museo, sempre più punto di riferimento per l'arte contemporanea nel territorio campano».

«L’artista napoletana – scrive il prof. Massimo Bignardi nel testo introduttivo del catalogo – nelle opere realizzate in questi ultimi anni, ha dilatato lo sguardo sulla condizione della donna oggi: dall’oggettualismo  della seconda metà degli anni sessanta, all’attenzione al segno con chiari spunti di una sensualità ‘organica’ è approdata a un dettato compositivo ove pone in evidenza le capacità narrative proprie del segno.

Non mancano aggiornamenti del suo tendere a dare all’oggetto una nuova verve, in contrasto con il presente, con l’egemonia del digitale, delle immagini che assediano gli smartphone, costringendo con una forte accelerazione in quest’ultimo decennio a lasciare la dimensioni delle mani (home faber), per accogliere quella del dito, dell’indice (smart home, come lo definisce Byung-Chul Han) che traffica nell’emisfero dilatato della tastiera dello smartphone, ove a guidarlo è l’algoritmo. Contro una società che ci proietta verso le "non cose", nuova realtà che si fa sempre più pressante, Rosaria riprende la mano, quale strumento di lavoro e di azione».

 

Rosaria Matarese nasce a Napoli nel 1941. Studia al Liceo Artistico di Napoli e all’ Accademia di Belle Arti di Napoli. Ha insegnato all’Istituto d’Arte “F. Palizzi” di Napoli. Ha iniziato l’attività espositiva negli anni sessanta, con la partecipazione, nel 1959 alla Prima mostra di pittura Tavolozza d’Oro e nel 1960 alla Rassegna Nazionale d’Arte Giovani del Mezzogiorno, Circolo Artistico Politecnico, Napoli. Le sue prime mostre personali sono state allestite presso la Galleria 1+1 di Padova, nel 1967 e la Galleria Carabaga di Genova, nel 1968. “È napoletana e quindi abbastanza caricata di quella filosofia di vita che ha sempre ridotto la realtà a realtà inscenata” (Germano Beringheli, La camera per amare di Rosaria Matarese, in “Lavoro”, Genova, 14/4/1968). Ha fatto parte del gruppo “Linea Sud” con Persico, Luca, Bugli, Paladino, Morelli ed i critici Stelio Maria Martini e Luciano Caruso.

Tra le recenti mostre personali si segnalano: 2003 Rosaria Matarese, Casina Pompeiana, Napoli;2005 Matarese: la poesia dell’esistere. Dai legni spiaggiati alle sculture da indossare, Galleria Riflessi, Villa Avellino, Pozzuoli (Napoli); 2006 Abu Ghraib, Salle Dumas, Institut Français de Naples Grenoble, Napoli. Sberleffi, Salle Caroline Sagot-Duyauroux, Institut Français de Naples Grenoble, Napoli; 2012 Fabio Donato - Rosaria Matarese, doppia personale, Fondazione di Comunità del Centro Storico di Napoli, Napoli; 2015 Patartemide, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Napoli; 2016 Antologica, PAN Palazzo delle Arti, Napoli; 2017 Antologica, Museo ARCOS, Benevento; 2022 Virgole d’artista-Rosaria Matarese, Movimento Aperto, Napoli.

Mentre Tra le recenti presenze a mostre collettive, a rassegne e premi, figurano:  2011 Mostra patafisica per Esercizi di stile di Raymond Queneau, Istituto Patafisico Partenopeo, Benevento. (S)oggetti contundenti, EticOAtelier, Brescia. Cambia disco, Villa Giulia, Pallanza (Verbania). 2011 Lo stato dell’arte, 54a Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, “Lo stato dell’arte” Ex tabacchificio Centola, Pontecagnano Faiano (Salerno); 2012 Dodici contemporaneamente, Museo Civico del Palazzo Comunale, Veroli (Frosinone). MattinArte - Centocinquanta laghi d’artista per “Il Mattino”, PAN - Palazzo delle Arti Napoli, Napoli; 2015 Shake up in Accademia 1980-1990, Accademia di Belle Arti di Napoli, Napoli; 2017 Una vertigine soggettiva. Aspetti dell’arte a Napoli tra pittura e oggetto 1960-1967 Museo-FRaC Baronissi (Salerno); 2017 Mostra del restauro dell’opera La casa del gioco (1965-1966), GAM, Torino. Nel 2025 ha ricevuto il Premio Bugatti-Segantini alla carriera.

Sue opere sono presso musei e collezioni pubbliche, tra queste: Museo del Novecento, Castel Sant’Elmo, Napoli; Museo ARCA, Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova, Napoli; Istituto Nazionale dei tumori - Fondazione IRCCS, Milano; Galleria Arte Moderna, Torino; Museo-FRaC Baronissi (Salerno).

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